Ti chiedo scusa per il corpo

Questo dono,

Che ho ferito e battuto distratta;

Per le cose bellissime e tue che ho distrutto,

Per il tempo perso, gli appuntamenti mancati e i nostri limiti

Per le cose non dette e le urla

E la vigliaccheria

Annunci

Biennale 2015

Mi scuso per la promessa non mantenuta, impegni e un po’ di sano svago estivo hanno tenuto la testa altrove.

Di tante cose da dire in questo contesto non posso esimermi dal parlarvi della Biennale di Venezia che (finalmente!) sono riuscita a vedere di nuovo questa estate.

Che bella Venezia,  questo devo dirlo subito; avevo dimenticato i vicoli imprevedibili e le luci della laguna, i palazzi nascosti… L’ho girata passeggiando, un caldo pazzesco,  i turisti con le cartine in mano che si agitano ad ogni fermata del traghetto e l’ho amata profondamente, alla fine.

La cosa stupenda della Biennale è che non coinvolge solo la zona Giardini – Arsenale ma tutta la città, con mostre diffuse capillarmente in tutti i quartieri,  appassionati del settore, un brulichio di persone che si guardano intorno incuriosite e affascinate.

image

image

image

Ho visitato per la prima volta il museo Guggenheim, che mi ha regalato una mattinata perfetta,

ed esplorato la città col naso all’insù con una sorpresa ad ogni angolo, specialmente in occasione della Biennale.

E veniamo proprio a quest’ultima, vera protagonista dell’estate veneziana; il primo commento non può essere che “WOW”.

Innanzitutto bisogna ammettere che l’evento è ospitato da due strutture d’eccezione, Arsenale e giardini, che contribuiscono a rendere la mostra assolutamente affascinante.

L’Arsenale (prima tappa del mio piccolo tour) accoglie timido il visitatore con un’entrata modesta, per aprirsi poi in spazi che appaiono immensi: la galleria principale, i padiglioni, un rilassante giardino ed una romantica apertura sulla laguna.

La cosa che più mi ha colpito della mostra di quest’anno è la forte comunicatività; anche le opere più apparentemente incomprensibili ad un secondo sguardo si spiegano all’osservatore, non limitandosi a coinvolgerlo emotivamente ma condividendo un messaggio che, dato il tema del 2015, è nella maggior parte dei casi primariamente sociale.

12004858_10206023944070662_7518333554370225305_n

11226009_10206023947030736_1346883336389303026_n11988333_10206023949350794_8909629630355848636_n

11954832_10206023942710628_7463225651463002280_n12003253_10206023949030786_2325937232770170247_n

11988302_10206023942910633_5933817119875953094_n

11705377_10206023942470622_619502257139319382_n

(La carrellata di immagini rende ben poca giustizia all’esibizione temo…)

Molti padiglioni sono davvero di forte impatto, proiettati nell’usus ormai diffuso di colpire il fruitore ed incuriosirlo lasciando che si avvicini, che legga, che scruti, interrogandosi nei modi più bizzarri (vi assicuro vi porrete parecchie domande!)

Ai giardini lo spettacolo si prolunga, snodandosi tra le particolari strutture dei padiglioni e i viali alberati, in una passeggiata che invita a riflettere e a perdersi.

10420340_10206023917870007_191267580694743161_n 10505572_10206023926110213_2318301570889206185_n 11232988_10206023918510023_8341385074591898066_n 11954832_10206023927590250_5522254613993095625_n 11986475_10206023926830231_620720298377658556_n 11986499_10206023919670052_8842245021138627829_n 11987105_10206023920710078_5296838997320970702_n 11998995_10206023927190240_8402135520823970426_n 12002786_10206023922270117_6164996428227821922_n 12003323_10206023923470147_4257484143010169573_n

Più che una “recensione” questo vuole essere un invito: stiamo parlando di un’esposizione ben organizzata, che a differenza di tanti altri eventi sembra sempre voler parlare in modo diretto col visitatore, sollecitandolo a prestare attenzione anche alle “piccole” cose, la cui visita è resa ancor più piacevole dallo sposalizio con una città unica. C’è qualcosa da aggiungere?

Un’esperienza da fare, rifare e rifare.

Buona giornata, lettori

Tra le nuvole e il fuoco

Viviamo in Italia, paese della cultura per eccellenza. Opere d’arte a ogni angolo, artisti eccelsi che si sprecano nei nostri natali, città come musei a cielo aperto; io vorrei lavorarci in quel mondo, valorizzarlo, e mi dicono di andare all’estero, che qui non c’è posto per i “romantici” come me, che la cultura è bella ma non paga.
Paga invece e anche molto, in tanti paesi, ma noi non siamo in grado di sfruttarla, non le diamo spazio, le togliamo l’aria.
Di problemi ce ne sono molti e di più gravi, me ne rendo conto, e tante volte mi chiedo se non ho sbagliato tutto, se cerco di arrampicarmi sulle nuvole mentre a terra il mondo brucia; poi però penso che i libri mi hanno spesso salvato, che in molti quadri mi sono letteralmente persa, che forse un briciolo di bellezza dovrebbe rimanere come salvagente.

Io non vorrei andarmene, io vorrei restare qui e mostrare questa bellezza agli altri, far vedere loro che c’è qualcosa oltre al cinismo alla concretezza e alla polvere; vorrei far vedere al mondo “il bello del Bel Paese“, ben più di pasta mafia e mandolino.
Ci riuscirò?  Ai posteri l’ardua sentenza… Io, nel dubbio, provo, e se le mie si riveleranno solo illusioni pazienza… Avrò lottato con amore.

Buona serata, lettori

P.s Primo articolo da decenni, chiedo venia a quei pochi sfortunati che hanno deciso di seguirmi. Mi mostrerò più costante, promesso 🙂

Pazzi per l’arte (per tutti)

Mi stupisco vedendo quanto l’ “arte” si chiuda nel suo cerchio di conoscenti e privilegiati, di quanto nel tempo sia venuta a mancare la componente essenziale: la comunicazione.

Non ristretta, elitaria, selettiva ma diffusa e accessibile; che non si nasconda dietro una disposizione impeccabile ma che parli alle persone.

Mi rendo conto di quanto il mio discorso possa sembrare confuso e cercherò subito di fare un po’ di chiarezza: da qualche tempo seguo con passione, se così si può dire, “Sky Arte“, un canale relativamente nuovo di Sky che trasmette documentari, servizi, interviste sugli argomenti più svariati ma, al centro, sempre la “cultura”, in tutte le sue forme.

Tra le serie che ho seguito ce n’è stata una che mi ha particolarmente colpito: il titolo è “Lily Cole – pazzi per l’arte” e si tratta di una serie di incontri tra la modella Lily Cole, laureata in storia dell’arte, e una serie di artisti contemporanei. L’idea potrebbe sembrare banale ma è impreziosita da trovate interessanti, scelte azzeccate, che permettono allo spettatore di entrare davvero nel mondo dell’artista di oggi, vedere come e dove lavora, da cosa è ispirato, quali progetti sta portando avanti.

Seguire questi personaggi nella loro vita quotidiana per un paio di giorni, spiando nel loro studio e nella loro biografia, consente di vedere il mondo dell’arte da una prospettiva diversa, quasi spiacevole per certi aspetti (quelli “commerciali” diciamo) e appassionante per molti altri; tutto questo poi, bisogna dirlo, in un tentativo di avvicinamento al pubblico molto raro negli ultimi tempi.

Marc Quinn

 download (2)

Fiona Banner

turner-controversial_88816b

Tacita Dean

images (1)

Gabriel Orozco

images

Christo 

download (3)

Antony Gormley

antony_gormley_sculpture_6

Sei grandi artisti del nostro tempo che si aprono alle domande più disparate mostrandosi piccoli artigiani nel loro trattare questa materia come lavoro quotidiano; quante volte capita di poter sentire dalla bocca dell’autore cosa lo ha spinto a realizzare una certa opera?

Le spiegazioni spesso banali dietro a lavori che, guardandoli, sembravano quasi dei non-sense risultano affascinanti, scuotono tante idee preconfezionate e cercano di andare incontro al fruitore… L’arte contemporanea, spesso oscura, qui parla al pubblico con la voce dell’artista e svela l’opera vera che, ai giorni nostri, consiste in primis nell’idea, nel processo mentale di creazione ed elaborazione.

Mi spiace che la visione sia limitata causa accessibilità sky; in ogni caso ci tenevo a dare il mio apprezzamento a un riuscito tentativo di emancipare l’arte dai soliti stereotipi di inviolabilità e distacco: è qui e per tutti (della serie), a buon intenditor poche parole.

Buona serata, lettori

P.s Lascio il link:  http://arte.sky.it/video/pazzi-per-larte-e-lily-cole/   in caso interessasse a qualcuno 🙂

http://arte.sky.it/video/pazzi-per-larte-e-lily-cole/

Piastrelle celesti

Stesse impressioni di quando guardavo il mondo da una finestra incorniciata di piastrelle celesti.
Gli alberi lungo il viale, il rumore dei tifosi allo stadio la domenica, il sole che, quando c’era, inondava ogni cosa.
Sorrisi facili in tempi difficili, consapevolezza del “comunque me la cavo”, filosofia del tenersi impegnati e, su tutto, un vento dolcissimo, un soffio appena, un pizzico di impertinenza che ti salva.
La tenerezza del perdersi nelle stanze della memoria quando non fanno più male, quando si prova a reagire… Passi lenti sul marciapiede di città, sguardi che si posano con lentezza; il torpore a far da padrone, nel momento in cui non c’è più bisogno di scappare.

Buona primavera, lettori

Norwegian wood – Tokyo blues

images (3)
Finalmente si torna a parlare di libri, e con amore.
Per molto tempo ho sentito parlare di Murakami e in molti mi avevano consigliato di leggerlo ma ero sempre stata titubante, ora non saprei neanche più dirvi perché.. La scorsa settimana però ho detto “basta” e l’ho arraffato in libreria; per la prima volta da mesi ho riassaporato il piacere di iniziare un libro e mettere tutto il possibile da parte per continuare, continuare, continuare a sfogliare le pagine.
Toru è un ragazzo di vent’anni, segnato da un’esperienza drammatica, trascinato dal corso di una vita che in un certo senso si è scelta da sola, in cui funge più da spettatore che da protagonista. Col passare dei mesi tra incontri e ricordi lo vediamo riflettere, crescere, trasformarsi naturalmente nell’uomo che sarà; lo seguiamo per le strade di Tokyo, mangiamo i suoi stessi cibi, sentiamo la stessa pioggia sulla pelle.
Norwegian wood è un bosco silenzioso, è il fermaglio di Naoko, il taglio sbarazzino di Midori, il whisky di Nagasawa, le rughe di Reiko. Capisco come tutto questo sia niente per chi non lo ha letto, ma non c’è altro modo di spiegare: l’autore ci fa camminare in punta di piedi dietro al protagonista, silenziosamente, in una Tokyo che anche nel pieno della frenesia si mantiene per noi fuori dal tempo, sospesa tra il mondo della vita e quello di un oltre che decifriamo solo parzialmente ma che ci attrae, ed è sempre presente.
Con una prosa elegante ma pulita, semplice, dolcissima, Murakami affronta di petto la tristezza, la solitudine, la mancanza e nulla ci pesa, perché tutto ondeggia in una pioggia sottile, colpendo senza far male.

“Mah, in una cosa sicuramente noi altri siamo normali, – disse Reiko. – Nel fatto che almeno sappiamo di non esserlo.”

In questa frase possiamo forse riassumere l’essenza dei personaggi del romanzo: è stupefacente vedere come non si nascondino, come affrontino se stessi e ciò che li circonda; è la loro sincerità a toccarci più di tutto, la loro onestà, le paure grandi ma messe da parte per andare avanti, inevitabilmente.
Sulle note dei Beatles mi congedo da questo libro e da voi contenta, dopo tanto tempo, di aver trovato nuove righe che portino la mia mente lontano e il mio cuore a riempirsi.

Snapshot_20150331_4

Buona giornata, lettori

P.s Dolente di aver scritto come un fiume in piena ma l’umore era quello. Spero sarete comunque spinti a fermarvi in libreria e pensarci su. 🙂

Quando le emozioni colpiscono a caso

Penso che non sia giusto

questa rincorsa, così

per ritrovarsi con la mano vuota

Penso non sia giusto questo

buio

senza neanche una briciola

per poter ritornare

E ti giuro, ti giuro

che la mia pelle sarà tua

sempre

che ogni ora è servita,

anche se urlavo

che ho mentito

ma solo a parole

e solo a me stessa

Verità su tela (1890-1918) – Egon Schiele

Credo nell’amore a prima vista solo nell’arte, nella letteratura, nella musica. Oggi voglio parlare di uno di questi incontri fortunati.

Egon Schiele. L’artista nasce a Tullin, vicino Vienna, e inizia a dipingere a soli 15 anni; a 17 si scontra con l’uomo che gli cambierà la vita: Gustav Klimt. Nel giro di pochissimo tempo Egon passa, per intenderci, da questo

landscape-in-lower-austria-1907.jpg!Blog

a questo

reclining-female-nude-1908.jpg!Blog

dando finalmente spazio ad un’interiorità prorompente e ad un curioso interesse per la fisicità, sempre accompagnata da un inquietante senso di malessere che, anche quando non chiaramente visibile, inquieta e scuote lo spettatore.
Non voglio ora perdermi in speculazioni “tecniche” o cronologiche, tanto più che non mi sento neanche in grado di farlo; il mio desiderio è semplicemente quello di mostrarvi coi miei occhi quello che la pittura di questo grande uomo rappresenta.
Qualcuno potrebbe forse definirlo, pensando al periodo in cui ci collochiamo, un provocatore, forse perfino uno sfacciato; ma non è questo che i suoi quadri ci dicono.
seated-male-nude-right-hand-outstretched-1910.jpg!Blog     I suoi corpi ci parlano, anche quando (come in questo caso) non ci viene mostrato il volto del soggetto; ogni arto, ogni posa ha un significato e ci comunica qualcosa.
Meraviglia delle meraviglie: dai nudi greci esempio di perfezione, permeati dal divino, alla crudezza di spalle spigolose, sproporzioni, carne che si fa colore senza nascondersi, al massimo indurendosi.

the-embrace-1917.jpg!Blog

Ogni emozione è scritta, prima che sul viso, sulla pelle, tra le scapole, nelle mani; tutto è lì, spaventosamente vero e vicino, sconvolgente nella sua semplicità.
Ma parlare solo di nudo sarebbe riduttivo, perchè Schiele è molto più del banale erotismo che alcuni si sono limitati a vedere: nei suoi dipinti c’è l’inquietudine, in tutto il suo strisciante e attraente splendore; ci sono la sofferenza della solitudine, l’amarezza del vuoto…

Schiele_-_Kniendes_Mädchen_in_orangerotem_Kleid

schiele

Sembra quasi che un osservatore discreto si sia accoccolato in mille angoli a spiare gli esseri umani, a ritrarne l’essenza, a illuminarne il buio, aprendo uno spiraglio anche sulla sua di oscurità e mettendo la propria anima nel tratto marcato, nei colori scelti, nella violenza dell’espressione.
Rude e dolcissimo nella sua sincerità, impossibile non amarlo.
Secondo me, s’intende.
Buona serata, lettori

Happy bday

Ai grandi artisti bisogna fare grandi omaggi. Io, nel mio piccolo, vi lascio una canzone: ascoltatela, perdetevi, amatela.
In una stanza buia o a cielo aperto, con le cuffie nelle orecchie o a tutto volume, penserete alla vostra “giornata perfetta” e chissà che non scenda una lacrima… Con una canzone così tutto è concesso.

Happy bday, Mr Reed.

Perfect day

Just a perfect day
drink sangria in the park
And then later when it gets dark
we go home

Just a perfect day
feed animals in the zoo
Then later a movie too
and then home

Oh, it’s such a perfect day
I’m glad I spent it with you
Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
you just keep me hanging on

Just a perfect day
problems all left alone
Weekenders on our own
it’s such fun

Just a perfect day
you made me forget myself
I thought I was someone else
someone good

Oh, it’s such a perfect day
I’m glad I spent it with you
Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
you just keep me hanging on

You’re going to reap just what you sow
You’re going to reap just what you sow
You’re going to reap just what you sow
You’re going to reap just what you sow

Una giornata perfetta

Proprio una giornata perfetta
bere sangria nel parco
e poi, più tardi, quando fa buio
tornare a casa

Proprio una giornata perfetta
dar da mangiare agli animali nello zoo
e poi, più tardi, anche un film
e poi a casa

Oh, è una giornata così perfetta
sono contento di averla trascorsa con te
Oh, una giornata così perfetta
mi fai venir voglia di restare con te
mi fai venir voglia di restare con te

Proprio una giornata perfetta
i problemi messi da parte
turisti solitari
è così divertente

Proprio una giornata perfetta
mi ha fatto dimenticare me stesso
ho pensato di essere un altro
una persona migliore

Oh, è stata una giornata così perfetta
sono contento di averla trascorsa con te
Oh, così perfetta questa giornata
mi fai venir voglia di restare con te
mi fai venir voglia di restare con te

Raccoglierai ciò che hai seminato
Raccoglierai ciò che hai seminato…